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23 dic 2011

La volontà di Costituzione

Posted by traileoni. No Comments

Pubblichiamo la versione integrale dell’intervista al professor Zagrebelsky, apparsa in versione ridotta sul nostro numero cartaceo di dicembre.

 

Avere l’opportunità di seguire un corso con un Presidente Emerito della Corte Costituzionale, socio dell’Accademia dei Lincei, editorialista de “La Repubblica” e de “La Stampa”, presidente onorario dell’associazione “Libertà e Giustizia” non capita tutti i giorni. Ma già dopo poche parole, ci si rende conto che Gustavo Zagrebelsky è molto più di tutto ciò. Un giurista che sa anche essere pedagogo ed educatore civile. Il tema del corso è quello della riforma della giustizia in Italia. Questione annosa, che necessita di risposte concrete e immediate. Ciò che stupisce e incanta del Professore è che a tali problemi squisitamente giuridici riesce a dare soluzioni multidisciplinari, ricche di riferimenti al mondo della storia, della filosofia, della letteratura. Poco attinenti al problema concreto? In realtà, ci si rende conto che ogni problema giuridico attiene in primis alle relazioni fra gli uomini e che quindi non può che essere affrontato se non facendo riferimento alle scienze umane nel loro insieme.

Lei è un professore di diritto. Per quale motivo le sue lezioni sono così intrise di riferimenti ad altre discipline?
La mia idea è che il diritto faccia parte delle scienze umane; si  può studiare la matematica, la geometria concentrandosi solo su di esse, in quanto appartengono al mondo delle scienze esatte. Le scienze umane hanno invece la caratteristica di investire l’umanità nel suo insieme. Tutte le scienze umane – la storiografia, l’economia, la filosofia, la giurisprudenza, la sociologia… – sono strettamente intrecciate fra di loro: non è pensabile scorporarne una dall’insieme perché alla fine il tutto perderebbe di significato.

Non crede però che ultimamente ci sia la tendenza a fare il contrario, nel senso che, soprattutto sui banchi dell’università, si tende a porsi nei confronti di ogni singola disciplina come un qualcosa a sé stante?
Sì. Ad esempio, Hans Kelsen sosteneva una tesi per cui il diritto è una scienza pura; intendeva depurare lo studio del diritto da tutto ciò che ci sta attorno e che lui considerava non giuridico. Pertanto, tutte le scienza umane devono rimanere fuori dall’orizzonte dei giuristi. Questa è una pretesa che però contraddice l’idea dell’unità della cultura, laddove ogni momento storico è il prodotto di tutte le scienze umane viste nel loro complesso. La giurisprudenza contribuisce alla formazione della cultura nel suo insieme, e viceversa la cultura nel suo insieme determina anche il diritto, nel modo di intenderlo e di interpretarlo. L’idea del giurista puro è una vera astrazione, ed è anche una figura un po’ inquietante.  Colui che conosce a memoria la legge e che è distaccato dalla realtà e dal mondo in cui è inserito è un maniaco. E questi giuristi esistono, io ne conosco.

Questo discorso può essere più chiaro nella figura del professore o del teorico; si può però vedere questa unità delle scienze umane nel giurista pratico come un magistrato o un avvocato?
Ovviamente appartengono tutti allo stesso mondo, quindi dovrebbero avvertire tutti quanti questa esigenza di complessità. Io capisco benissimo che all’università si studi principalmente quelle che sono le strutture legislative, dato che oggi il diritto è principalmente legislativo, non si può buttare tutto all’aria. Quello che vi voglio dire è che questo è indispensabile ma non basta. Quando insegnavo al primo anno e i miei studenti mi chiedevano quali fossero i libri di testo, io rispondevo un po’ provocatoriamente di leggere “I Fratelli Karamazov”, “Delitto e Castigo”… Bisogna darsi un orientamento nel rapporto che si instaura con la società in cui si vive: il diritto deve essere un elemento sia della società che della vostra persona. Questa è la mia convinzione profonda. Per concludere, non disprezzate l’insegnamento tecnico del diritto ma coltivate anche i vostri interessi culturali che vadano al di là del diritto: letteratura, poesia, cinema, musica.  Ossia, tutto ciò che fa di un giurista un umanista. Il giurista ha sì a che fare con commi e articoli ma per poi affrontare questioni della vita.

Può dirci qual è secondo lei l’elemento più importante della Costituzione oggi?
Vorrei rispondervi con una battuta: è la Costituzione stessa. Ma non la Costituzione fatta da articoli e commi bensì l’idea di Costituzione. Konrad Hesse diceva che le Costituzioni vivono se c’è una volontà di Costituzione: questo è profondamente vero. Volontà di Costituzione vuol dire la volontà dei cittadini di vivere costituzionalmente, cioè di vivere in  un contesto dominato da regole comuni in cui non ci sia la sopraffazione dei più forti sui più deboli. Ci deve essere piuttosto cooperazione, una volontà comune per l’insieme. Ditemi voi se la dimensione costituzionale non è essenziale in un momento in cui si è costituito un nuovo governo che chiederà ai cittadini sacrifici profondi. Se non si ha questa volontà di vivere costituzionalmente ciascuno si ritrarrà nei propri egoismi: la volontà di Costituzione è la premessa per dire che quando sorge un problema dobbiamo affrontarlo tutti quanti insieme.

17 dic 2011

A mistake

Posted by traileoni. 3 Comments

“I have not failed 1,000 times.  I have successfully discovered 1,000 ways to NOT make a light bulb.” a famous quote from Thomas Edison. He doesn’t say he made a mistake. And it is clear that he needed to find a 1000 ways how not to make a light bulb in order to find the one that works. Mistakes are necessary in the process of learning and development. Why is then our entire educational system built on the assumption that making errors is a bad thing?

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6 dic 2011

Bocconiani o “Ercolani”?!

Posted by traileoni. 4 Comments

La mia giornata universitaria di oggi è finita alle 19:30. La testa mi diceva di andare in biblioteca a studiare, ma il mio corpo mi ha portato senza discutere verso la fermata del tram. Mentre lo faceva però mi saliva dentro un senso di colpa, misto ansia, misto stress, misto stanchezza. Non so se capite di cosa sto parlando. Anzi scommetto che in questo momento almeno la maggior parte di voi starà sorridendo o annuendo leggermente con la testa, e c’è un motivo: siete bocconiani! Read the rest of this entry »

5 dic 2011

Ti sentiresti bocconiano in caso di default?

Posted by traileoni. 5 Comments

Redazione di Tra i Leoni, ti chiedo scusa: in copertina ci sarebbero dovuti essere i disastri naturali, fil rouge di questo numero. E chiedo scusa anche a tutti gli altri studenti, per quanto leggeranno di seguito. Mi dispiace, perché mi tocca interrompere la luna di miele che molti di noi stanno vivendo nei confronti del neo-governo Monti.

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2 dic 2011

Rinnovamento Sito

Posted by admin. 1 Comment

Causa manutenzione nonché rinnovamento del sito internet di Tra i Leoni,  mi scuso personalmente per gli eventuali disagi e/o cambiamenti inaspettati.

Il lavoro dovrebbe terminare prima di capodanno.

Tutte le immagini che sto inserendo sono ai fini di prova tecnica e su richiesta possono essere tolte al momento. In ogni caso a fine lavori verranno tutte rimpiazzate da immagini ufficiali.

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21 nov 2011

Il mare non bagna Napoli

Posted by traileoni. 1 Comment

Ebbene si, lo ammetto, sono napoletana. Ma non guardatemi così, ci sono capitata, io non volevo. Sono una napoletana media, come lo può essere una americana media o una milanese media. Che possiamo farci?  E’ così che va il mondo, stiamo diventando tutti un po’ più uguali.

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19 nov 2011

Quante e quali le fonti delle obbligazioni morali

Posted by traileoni. No Comments

Ciascuno di noi, quotidianamente, in qualità di consociato, si trova nella condizione di dover adempiere a determinate obbligazioni morali. Doveri, cioè, di natura extra-giuridica, tipicamente derivanti dai rapporti intercorrenti tra i membri di una qualunque società.
Lo scopo del presente scritto è quello, da una parte, di presentare la pluralità di fonti da cui tali obbligazioni scaturiscono e, dall’altra, di interrogarsi sulla possibilità di ampliare il catalogo di tali fonti oltre quelle universalmente riconosciute come tali.
In primo luogo, la fonte predominante di obbligazioni morali in ambito sociale è quella del consenso. Non a caso, l’intera disciplina dei contratti, fonte tipica delle obbligazioni di tipo giuridico (di cui pure qui non vogliamo occuparci), si basa sul principio del consenso tra le parti.
Una seconda fonte di obbligazioni morali è, verosimilmente, la corrispettività, ossia l’argomento relativo allo scambio di prestazioni tra i soggetti interessati. Read the rest of this entry »

6 nov 2011

A window on Thailand

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Thailand is experiencing the worst flood emergency of the last 50 years.

It started in August, when the water began to accumulate in the north province, sweeping its way to the central plains following its natural path. At the beginning of October, the situation was frantic. Many places were under 2 meters water and in others it was even higher. In many provinces of the “smile land” hundreds of thousand people were left without job, house and came down to street with empty handed. Read the rest of this entry »

6 nov 2011

Uno sguardo sulla Thailandia

Posted by traileoni. No Comments

La “terra dei sorrisi” sta vivendo un momento drammatico: le eccessive alluvioni dei mesi scorsi hanno causato l’inondazione più severa che questo Paese abbia visto negli ultimi 50 anni.

L’acqua ha cominciato ad accumularsi nelle province del nord in Agosto, e poi, seguendo il suo corso naturale, è arrivata in quelle centrali allagandole. La situazione a inizio Ottobre era già disperata – l’acqua in molte zone superava i 2 metri d’altezza e centinaia di migliaia di persone si sono trovate senza un lavoro, senza una casa, senza nulla. Read the rest of this entry »

3 nov 2011

Bocconiani a Bangkok

Posted by traileoni. No Comments

Qualcuno di noi avrà sentito parlare di ciò che sta succedendo in Thailandia. Sebbene in questi giorni l’attenzione dei media sia rivolta maggiormente ai problemi politici ed economici, quanto sta avvenendo nel paese del sud-est asiatico  è più vicino a noi di quanto sembri: c’è un pezzo della Bocconi, infatti, che è immerso nel dramma.
Riceviamo un appello inviatoci da una dei Bocconiani in scambio in quel paese, la quale ci racconta che sta vivendo in prima persona il dramma della Thailanda in gran parte sommersa dall’acqua, Bangkok compresa: qui le scuole, comprese le università che ospitano gli studenti exchange, sono chiuse da settimane e non riapriranno prima di vari giorni.

“Dear collegues, Thailand needs you. This country is currently experiencing the worst flood emergency in 50 years. To help in such a situation, some exchange students studying at Thammasat University, Bangkok, have created a website (www.thailandflood.org) where it is possible to contribute and help the hundreds thousand victims of this natural disaster. The website’s main purpose is to spread awareness about the situation and to collect donations that will be used to provide for victims’ basic needs.
Please, check out the website and help us – one pebble in an ocean still makes a slight ripple – and we need you to be that pebble.

Thank you”

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