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Quando anche l’economia ha bisogno del doping di Michelangelo Bruno Le reiterate manovre di politica monetaria espansiva adottate dalle principali banche centrali dei paesi industrializzati (prima la Fed, poi la Bank of England e più di recente...

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Una finale non casuale di Niccolò Cipriani  Negli ultimi dieci anni gli equilibri del calcio europeo si sono ribaltati. All’inizio degli anni 2000 il campionato nostrano veniva ancora considerato il migliore al mondo, con...

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Goodmakers - quando il vino diventa social di Domenico Genovese Nell’ultimo anno il valore delle vendite legate all’e-commerce mondiale ha superato il trilione di dollari. Percentuali di crescita impressionanti dovute non solo agli sbalorditivi...

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Dacci oggi il nostro pane quotidiano di Francesca Larosa C'era una volta il pane fatto in casa. Ingredienti poveri, ma perfettamente salutari, e qualche ora di preparazione. Sembra l'inizio di qualcosa di romantico e fiabesco, eppure descrive...

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The bloom of Junior EnterprisesThe bloom of Junior Enterprises di Anni Wu Back in 1967, the first junior enterprise in France named Junior ESSEC was established. Today, the European confederation of junior enterprises JADE counts more than 20.000 student members...

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Una finale non casuale

Category : Off Campus

images-4di Niccolò Cipriani 

Negli ultimi dieci anni gli equilibri del calcio europeo si sono ribaltati. All’inizio degli anni 2000 il campionato nostrano veniva ancora considerato il migliore al mondo, con Liga spagnola e Premier League inglese a fare da spettatrici dalla panchina. Nell’estate 2010, invece, lo stesso amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, si è trovato costretto ad ammettere il declino del calcio italiano, che da “ristorante di lusso, è diventato una pizzeria di provincia“.

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Goodmakers – quando il vino diventa social

Category : Off Campus

logo-goodmakers1di Domenico Genovese

Nell’ultimo anno il valore delle vendite legate all’e-commerce mondiale ha superato il trilione di dollari. Percentuali di crescita impressionanti dovute non solo agli sbalorditivi fatturati di mostri sacri come Amazon e Ebay ma, soprattutto, allo sbarco in rete di migliaia di aziende che sfruttando le “nuove” tecnologie, hanno allargato il proprio mercato in cerca di clienti prima irraggiungibili. Asia e Nord America trainano un settore che non conosce crisi e che prevede di segnare numeri positivi anche nel 2013.

All’aumento del fatturato fa eco un’intensificazione della concorrenza che rende difficile, per chi si affaccia per la prima volta in rete, creare un vantaggio competitivo.

Una startup italiana, però, è riuscita a creare la propria nicchia facendo leva sui social network in combinazione con quel made in Italy tanto sbandierato dai nostri politici, ma che spesso viene sfruttato poco e male da chi ignora il suo potenziale. L’azienda in questione è Goodmakers.it. Continue Reading

The bloom of Junior Enterprises

Category : Off Campus, On Campus

di Annitra i leoni Wu

Back in 1967, the first junior enterprise in France named Junior ESSEC was established. Today, the European confederation of junior enterprises JADE counts more than 20.000 student members in 15 countries under 280 young associations. Recently, the movement also took its first steps in North America and in China. The global phenomenon of junior enterprise that has been spreading throughout the last three decades has revolutionized the traditional business model, bringing together university and career.  In times when unemployment figures are soaring during the economic downturn, obsolete businesses are disappearing. The emergence of junior enterprises has indeed facilitated the transition from traditional employment to the new wave of outsourcing. Continue Reading

Tar Sands… Nelle scarpe

Category : Off Campus

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di Kristen Borda

Buone notizie per persone che adorano cattive notizie: sono stati scoperti giacimenti di bitume per oltre 170 miliardi di barili. La faccia buona della medaglia è che possiamo vivere per un altro centinaio di anni lontani dal timore di una vita senza petrolio, plastica e altri derivati così preziosi. Quella cattiva è che l’oro nero si trova sotto una distesa di 4 milioni di ettari, dove da numerosi secoli regna uno dei più grandi polmoni verdi della Terra, la foresta boreale canadese. Più nello specifico si tratta delle tar sands (sabbie bituminose), il petrolio più “sporco” che si possa trovare in circolazione.

L’argomento è tanto importante dal punto di vista economico, morale, e ambientale quanto poco conosciuto. Il sistema di estrazione del petrolio dalle sabbie bituminose viene effettuato tramite miniere a cielo aperto. Richiede in primis l’eliminazione di tutti gli ostacoli di superficie – gli alberi – oltre ad una serie di altre condizioni quali temperature elevate, grandi quantità di solventi e di acqua. Il processo si traduce in un’emissione di gas serra superiore a 2/4 volte la quantità generata dal petrolio estratto tradizionalmente. Ne consegue quindi un ulteriore inquinamento del suolo e delle falde, derivati dalla permanenza degli scarti di estrazione in pozze artificiali. I metalli pesanti (admio, rame, piombo, mercurio, nichel, argento e zinco) vengono assorbiti dal terreno, e si può bene immaginare quali siano le conseguenze su animali, piante, ma anche sulle popolazioni locali. Continue Reading

Una storia di ordinaria violenza

Category : Off Campus

sorrowdi Francesco Querci

Tratto da una storia vera.

E’ una splendida giornata di primavera. L’aria fresca frizza leggera tra i miei capelli mentre un sole tiepido si posa sul mio volto, rischiarandolo, facendomi sentire viva. Sono all’aperto, in un campo verde, credo, con quel profumo di rinascita dopo un inverno, che inebria le mie narici, stordisce i miei sensi, risveglia il mio corpo. Guardo i miei figli correre di fianco a me. Ridono, scherzano, schiamazzano. Mai trambusto è stato più quieto.

Eppure c’è qualcosa di sinistro in questo paesaggio ameno, c’è qualcosa di finto nei sorrisi dei bambini, c’è qualcosa di lontano, di immaginato nel loro inseguirsi. Il sole si abbassa, il verde si spegne, le risa si fermano. Apro gli occhi. Non sono all’aria aperta. Il prato era solo un’immagine sfocata, dispersa in quell’infinita voragine tra ricordo e sogno, dove è difficile capire cosa sia l’uno e dove cominci l’altro. La realtà, invece, quella la si comprende facilmente. Al contrario del sogno, la realtà la si vive coscientemente.

Io vivo nel Cubo. Continue Reading

L’altra faccia del miracolo economico cinese: le città fantasma

Category : Off Campus

kangbashidi Jacopo Setti

Avete presente la sensazione di vuoto? Come quella che si prova durante la classica scena da film western, in cui la celeberrima palla di ramoscelli e polvere rotola avanti e indietro per le strade deserte delle decadenti cittadine in cui i coraggiosi protagonisti sono soliti incappare? Beh, è quella che ho provato quando tempo fa sono arrivato a Kangbashi o, più comunemente, Nuova Ordos: città di pressoché zero abitanti, estesa per una superficie di circa duecento ettari a nord-est della regione autonoma cinese della Mongolia Interna.

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La mia voce è quella di tutti

Category : Off Campus

cecile-kyenge-kashetudi Francesca Larosa

Sembravamo ormai giunti al giro di boa: da Paese chiuso nella miopia culturale a Stato pronto ad accogliere ed abbracciare nuove idee. E’ stato questo il mio pensiero di fronte alla nomina di Cécile Kyenge, donna e nera, come orgogliosamente ama definirsi, a guidare l’Integrazione, Ministero dal nome forse vago, ma pregnante di significato. Il cambiamento, dicevo, era nell’aria, palpabile. I “nuovi italiani” potevano finalmente contare su una voce possente e forte, capace di impersonare le istanze di quelle considerate da sempre come solo delle minoranze.

E invece, è dal giorno dell’insediamento che non fanno che susseguirsi polemiche e contro polemiche, a testimoniare come il nuovo continui a fare paura ad una fetta di popolazione. La stessa che è stata ieri rappresentata da quel murales apparso a Macerata, firmato Forza Nuova, che la invita, senza complimenti, a fare ritorno in Congo. Continue Reading

I cento fiori di Mao

Category : Off Campus, Piccoli stati grandi idee

220px-Maodi Maurizio Chisu

Che cento fiori sboccino, che cento scuole di pensiero rivaleggino”. Con questo slogan, nel 1956 Mao invitò la popolazione a criticare il sistema comunista, suggerendo come migliorarlo: una “brezza gentile o una mite pioggerella” utile a mantenere il partito in linea con il popolo, per evitare rivolte come in Polonia o Ungheria. Dopo una iniziale timidezza, nella primavera del 1957 in tanti iniziarono a parlare: la mite pioggerella divenne presto un tifone.

Il movimento dei cento fiori non è famosissimo in Occidente, né tantomeno in Cina: qui ogni cronaca è stata cancellata, ed è ormai impossibile trovare qualcuno che ne sia al corrente. Alcune storie, però, hanno una forza tale da essere riuscite a sopravvivere. Una di queste è la storia di Lin Zhao.

Lin Zhao nacque nel 1932, nei giorni della guerra civile. Mentre suo padre supportava i nazionalisti, sua madre parteggiava attivamente per i comunisti: passò loro dei soldi di nascosto, creò una stazione radio clandestina e una volta fu persino arrestata. Dopo la guerra Lin si rifiutò di andare a studiare oltreoceano e a sedici anni si unì a una cella comunista clandestina. Quando nel 1949 il Comunismo salì al potere, prese parte alle spedizioni organizzate per smontare il plurimillenario sistema feudale: tali spedizioni causarono circa 2 milioni di morti in 3 anni, in particolare tra i vecchi proprietari terrieri. La giovane Lin Zhao sentiva tutto ciò come necessario per riformare e rafforzare la nazione, non smuovendosi minimamente dalle sue convinzioni. Continue Reading

Il Discorso del Re

Category : Off Campus

sasdi Luca Bagnato

Si è molto parlato di come, grazie a una rielezione quasi forzata e non voluta, sulla testa di Napolitano sia stata posata una pesante corona. Un copricapo tanto pesante da conferirgli, oltre ad un potere molto rilevante, il titolo, giornalistico ma non onorifico s’intende, di Re Giorgio.

Ascoltando il discorso d’insediamento emerge chiaramente come il nuovo potere del Presidente derivi dalla assoluta immobilità dei partiti, dei leader politici, del Parlamento; un travaso quindi, né più né meno. Chi si è trovato impossibilitato a prendere qualsiasi decisione concreta riguardo al governo del Paese ha soltanto delegato la scelta all’unica figura capace di raccogliere attorno a sé il consenso della maggioranza delle forze politiche (e non solo); non ha traferito definitivamente i suoi poteri. D’altro canto non potrebbe essere diversamente, essendo l’Italia Repubblica parlamentare: il potere che Napolitano si trova tra le mani è puramente politico, e se le formalità vogliono che sia il Presidente a decidere i capi di governo sulla base del consenso parlamentare, nessuno ha mai dubitato del fatto che le elezioni si facciano per vincere e governare, non per convincere il Presidente a nominare il proprio leader. Continue Reading

Politica apolitica

Category : Off Campus

martinaleonepoliticadi Martina Leone

Domani è il primo Maggio. É la festa del lavoro in moltissimi paesi del mondo. Dal Brasile alla Siria, da Singapore a Cuba, dalla Cina alla Tanzania, si celebrano conquiste sindacali volte ad affermare e far rispettare i diritti dei lavoratori. Qui da noi è puntuale l’organizzazione del famoso concertone di piazza San Giovanni a Roma. E puntuali sono le critiche all’eccessiva faziosità politica dei suoi organizzatori, dei presentatori, degli ospiti e delle canzoni.

Solo una settimana fa il vice-prefetto di Alassio chiedeva di bandire dalla manifestazione del 25 Aprile le canzoni partigiane, in primis “Fischia il vento”, originaria proprio della provincia di Savona cui Alassio fa parte. Voleva una Festa della Liberazione apolitica, una celebrazione per l’anniversario della fine del ventennio fascista e dell’occupazione nazista apolitica. Continue Reading