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Quando anche l’economia ha bisogno del doping di Michelangelo Bruno Le reiterate manovre di politica monetaria espansiva adottate dalle principali banche centrali dei paesi industrializzati (prima la Fed, poi la Bank of England e più di recente...

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Una finale non casuale di Niccolò Cipriani  Negli ultimi dieci anni gli equilibri del calcio europeo si sono ribaltati. All’inizio degli anni 2000 il campionato nostrano veniva ancora considerato il migliore al mondo, con...

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Goodmakers - quando il vino diventa social di Domenico Genovese Nell’ultimo anno il valore delle vendite legate all’e-commerce mondiale ha superato il trilione di dollari. Percentuali di crescita impressionanti dovute non solo agli sbalorditivi...

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Dacci oggi il nostro pane quotidiano di Francesca Larosa C'era una volta il pane fatto in casa. Ingredienti poveri, ma perfettamente salutari, e qualche ora di preparazione. Sembra l'inizio di qualcosa di romantico e fiabesco, eppure descrive...

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The bloom of Junior EnterprisesThe bloom of Junior Enterprises di Anni Wu Back in 1967, the first junior enterprise in France named Junior ESSEC was established. Today, the European confederation of junior enterprises JADE counts more than 20.000 student members...

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Economics

Quando anche l’economia ha bisogno del doping

Untitleddi Michelangelo Bruno

Le reiterate manovre di politica monetaria espansiva adottate dalle principali banche centrali dei paesi industrializzati (prima la Fed, poi la Bank of England e più di recente la BoJ e la BCE) sottolineano come la crisi economico/finanziaria che ha avuto inizio nel 2008 sia tutt’altro che terminata. Per il dibattito e l’interesse che hanno suscitato, vale la pena di soffermarsi sulle ragioni – apparentemente diverse – che hanno spinto la BoJ e la BCE ad  approvare un nuovo ed ulteriore  taglio dei tassi d’interesse. Continue Reading

Off Campus

Una finale non casuale

images-4di Niccolò Cipriani 

Negli ultimi dieci anni gli equilibri del calcio europeo si sono ribaltati. All’inizio degli anni 2000 il campionato nostrano veniva ancora considerato il migliore al mondo, con Liga spagnola e Premier League inglese a fare da spettatrici dalla panchina. Nell’estate 2010, invece, lo stesso amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, si è trovato costretto ad ammettere il declino del calcio italiano, che da “ristorante di lusso, è diventato una pizzeria di provincia“.

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Off Campus

Goodmakers – quando il vino diventa social

logo-goodmakers1di Domenico Genovese

Nell’ultimo anno il valore delle vendite legate all’e-commerce mondiale ha superato il trilione di dollari. Percentuali di crescita impressionanti dovute non solo agli sbalorditivi fatturati di mostri sacri come Amazon e Ebay ma, soprattutto, allo sbarco in rete di migliaia di aziende che sfruttando le “nuove” tecnologie, hanno allargato il proprio mercato in cerca di clienti prima irraggiungibili. Asia e Nord America trainano un settore che non conosce crisi e che prevede di segnare numeri positivi anche nel 2013.

All’aumento del fatturato fa eco un’intensificazione della concorrenza che rende difficile, per chi si affaccia per la prima volta in rete, creare un vantaggio competitivo.

Una startup italiana, però, è riuscita a creare la propria nicchia facendo leva sui social network in combinazione con quel made in Italy tanto sbandierato dai nostri politici, ma che spesso viene sfruttato poco e male da chi ignora il suo potenziale. L’azienda in questione è Goodmakers.it. Continue Reading

Art

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

pane

di Francesca Larosa

C’era una volta il pane fatto in casa. Ingredienti poveri, ma perfettamente salutari, e qualche ora di preparazione. Sembra l’inizio di qualcosa di romantico e fiabesco, eppure descrive il trend che la Coldiretti ha da poco rilevato nel nostro Paese: i panifici chiudono e gli Italiani sono tornati a scoprire il piacere di farsi in casa perfino gli alimenti di base.

Sembra incredibile, mi rendo conto, ma è tutto vero. La spia si è accesa nei primi mesi del 2013. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti, all’interno della quale si evidenzia nell’anno passato un aumento record degli acquisti in quantità di farina (+8%), uova (+6%) e burro (+4%), in controtendenza rispetto al calo complessivo dell’1,5% degli alimentari registrato nella grande distribuzione, con un taglio della spesa di 1,1 miliardi di euro sui prodotti confezionati secondo Nielsen. Continue Reading

Off Campus, On Campus

The bloom of Junior Enterprises

di Annitra i leoni Wu

Back in 1967, the first junior enterprise in France named Junior ESSEC was established. Today, the European confederation of junior enterprises JADE counts more than 20.000 student members in 15 countries under 280 young associations. Recently, the movement also took its first steps in North America and in China. The global phenomenon of junior enterprise that has been spreading throughout the last three decades has revolutionized the traditional business model, bringing together university and career.  In times when unemployment figures are soaring during the economic downturn, obsolete businesses are disappearing. The emergence of junior enterprises has indeed facilitated the transition from traditional employment to the new wave of outsourcing. Continue Reading

Off Campus

Tar Sands… Nelle scarpe

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di Kristen Borda

Buone notizie per persone che adorano cattive notizie: sono stati scoperti giacimenti di bitume per oltre 170 miliardi di barili. La faccia buona della medaglia è che possiamo vivere per un altro centinaio di anni lontani dal timore di una vita senza petrolio, plastica e altri derivati così preziosi. Quella cattiva è che l’oro nero si trova sotto una distesa di 4 milioni di ettari, dove da numerosi secoli regna uno dei più grandi polmoni verdi della Terra, la foresta boreale canadese. Più nello specifico si tratta delle tar sands (sabbie bituminose), il petrolio più “sporco” che si possa trovare in circolazione.

L’argomento è tanto importante dal punto di vista economico, morale, e ambientale quanto poco conosciuto. Il sistema di estrazione del petrolio dalle sabbie bituminose viene effettuato tramite miniere a cielo aperto. Richiede in primis l’eliminazione di tutti gli ostacoli di superficie – gli alberi – oltre ad una serie di altre condizioni quali temperature elevate, grandi quantità di solventi e di acqua. Il processo si traduce in un’emissione di gas serra superiore a 2/4 volte la quantità generata dal petrolio estratto tradizionalmente. Ne consegue quindi un ulteriore inquinamento del suolo e delle falde, derivati dalla permanenza degli scarti di estrazione in pozze artificiali. I metalli pesanti (admio, rame, piombo, mercurio, nichel, argento e zinco) vengono assorbiti dal terreno, e si può bene immaginare quali siano le conseguenze su animali, piante, ma anche sulle popolazioni locali. Continue Reading

Editoriale

EDITORIALE

til_logo_twitterdi Sergio Rinaudo

Credo che a distanza di un anno abbia senso riproporsi la domanda del mio primo editoriale, quello di ottobre. La domanda, così semplice da lasciarti sveglio di notte, era: cosa è Tra i Leoni? Tra i Leoni, scrissi sei mesi fa, è “una piattaforma di scambio di idee, […] un luogo privilegiato in cui le persone possono confrontarsi, discutere, arricchirsi”.

Devo essere sincero, Tra i Leoni non era questo. Quella definizione era più che altro una sorta di wish list, un bell’ideale di cosa Tra i Leoni avrebbe dovuto essere ma non era. Con una modesta passione per il giornalismo, sognavo di migliorare il giornale della nostra università, e farlo diventare in qualche modo il fulcro dell’approfondimento studentesco in Bocconi.

È stato un viaggio difficile quest’anno, abbiamo veramente fatto fatica a stare dietro a tutto. Siamo usciti con un numero cartaceo in più rispetto agli anni scorsi, con grafica drasticamente rinnovata e contenuti, soprattutto quelli, in netto miglioramento. Abbiamo incominciato a realizzare eventi, come il dibattito con gli studenti candidati al CdA il 9 maggio o la festa dei 15 anni di TiL il 20 maggio. Abbiamo rafforzato il blog, iniziando una conversione digitale che avevamo rinviato troppo a lungo.

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Off Campus

Una storia di ordinaria violenza

sorrowdi Francesco Querci

Tratto da una storia vera.

E’ una splendida giornata di primavera. L’aria fresca frizza leggera tra i miei capelli mentre un sole tiepido si posa sul mio volto, rischiarandolo, facendomi sentire viva. Sono all’aperto, in un campo verde, credo, con quel profumo di rinascita dopo un inverno, che inebria le mie narici, stordisce i miei sensi, risveglia il mio corpo. Guardo i miei figli correre di fianco a me. Ridono, scherzano, schiamazzano. Mai trambusto è stato più quieto.

Eppure c’è qualcosa di sinistro in questo paesaggio ameno, c’è qualcosa di finto nei sorrisi dei bambini, c’è qualcosa di lontano, di immaginato nel loro inseguirsi. Il sole si abbassa, il verde si spegne, le risa si fermano. Apro gli occhi. Non sono all’aria aperta. Il prato era solo un’immagine sfocata, dispersa in quell’infinita voragine tra ricordo e sogno, dove è difficile capire cosa sia l’uno e dove cominci l’altro. La realtà, invece, quella la si comprende facilmente. Al contrario del sogno, la realtà la si vive coscientemente.

Io vivo nel Cubo. Continue Reading

Off Campus

L’altra faccia del miracolo economico cinese: le città fantasma

kangbashidi Jacopo Setti

Avete presente la sensazione di vuoto? Come quella che si prova durante la classica scena da film western, in cui la celeberrima palla di ramoscelli e polvere rotola avanti e indietro per le strade deserte delle decadenti cittadine in cui i coraggiosi protagonisti sono soliti incappare? Beh, è quella che ho provato quando tempo fa sono arrivato a Kangbashi o, più comunemente, Nuova Ordos: città di pressoché zero abitanti, estesa per una superficie di circa duecento ettari a nord-est della regione autonoma cinese della Mongolia Interna.

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Off Campus

La mia voce è quella di tutti

cecile-kyenge-kashetudi Francesca Larosa

Sembravamo ormai giunti al giro di boa: da Paese chiuso nella miopia culturale a Stato pronto ad accogliere ed abbracciare nuove idee. E’ stato questo il mio pensiero di fronte alla nomina di Cécile Kyenge, donna e nera, come orgogliosamente ama definirsi, a guidare l’Integrazione, Ministero dal nome forse vago, ma pregnante di significato. Il cambiamento, dicevo, era nell’aria, palpabile. I “nuovi italiani” potevano finalmente contare su una voce possente e forte, capace di impersonare le istanze di quelle considerate da sempre come solo delle minoranze.

E invece, è dal giorno dell’insediamento che non fanno che susseguirsi polemiche e contro polemiche, a testimoniare come il nuovo continui a fare paura ad una fetta di popolazione. La stessa che è stata ieri rappresentata da quel murales apparso a Macerata, firmato Forza Nuova, che la invita, senza complimenti, a fare ritorno in Congo. Continue Reading