Intervista a Riccardo Monti

Intervista a Riccardo Monti, Senior Partner & Managing Director di The Boston Consulting Group e Presidente della Bocconi Alumni Association.

di Lorenzo Cinelli

Per noi studenti di economia e giurisprudenza, l’universo bocconiano è una linea retta che va dai Leoni di via Sarfatti al Velodromo, e corre parallela a un edificio situato in via Bocconi (e in via Balilla): la SDA. Sono rari i punti di contatto quotidiani e molti studenti tendono spesso a dimenticare che anch’essa è una storica fucina di talenti. Uno dei più noti è Riccardo Monti,  Senior Partner & Managing Director di BCG  e presidente della BAA, con il quale rilanciamo in grande stile la rubrica dedicata agli Alumni Bocconi.

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Qual è stato per Lei il valore aggiunto di un MBA?

L’MBA ti permette di avere accesso a delle opportunità uniche sia in termini formativi che lavorativi.

Io mi sono laureato in ingegneria civile al Politecnico di Milano e allora era una facoltà molto tecnica, a tal punto che non esisteva nemmeno ingegneria gestionale. Ecco perché allora facevamo l’MBA: la formazione accademica era tecnica ma volevi fare una carriera gestionale. Io facevo ponti e grandi strutture e passare da quello ad un cash flow… Beh c’è una certa differenza.

E perché proprio SDA Bocconi? Quali vantaggi Le ha dato?

 Senza la Bocconi non sarei qui in BCG. L’MBA alla SDA mi ha aperto una serie di opportunità uniche, fra cui la summer internship in McKinsey (BCG non le offriva allora), grazie alla quale mi sono avvicinato al mondo della consulenza.

Una volta concluso il Master e messo di fronte a tre offerte dalle tre big della consulenza strategica, ho scelto BCG per l’esperienza internazionale che mi offriva. Ed è qui che da più di venticinque anni vivo la mia carriera lavorativa con grande entusiasmo.

Uno studente di ingegneria acquisisce conoscenze molto tecniche durante i tre/cinque anni per poi passare ad una formazione più economica durante l’esperienza lavorativa ed, eventualmente, durante un MBA. Lo stesso non avviene per uno studente che sin da subito studia solo materie economiche e che ha già un determinato bagaglio. Che valore ha, per lui, investire in un MBA?

Ai miei tempi la combinazione ingegneria più MBA era, come oggi, estremamente interessante. Io, personalmente rifarei tutto, con le stesse modalità. Adesso però la percentuale di Master sponsorizzati è molto più alta, garantendo così un’esperienza internazionale di questo tipo a molti più ragazzi, indipendentemente dal loro percorso di studi accademico. Prendi un economista o un ingegnere appena laureato: viene nella società per un paio d’anni, si forma e poi va a fare un MBA in giro per il mondo. Per la società sponsorizzare le due persone è uguale. Al contrario, il rischio in cui si può incorrere è di limitarsi ad un percorso di carriera esclusivamente all’interno di una sola società di consulenza.

Molti di noi, però, si chiedono se una volta laureati sia meglio buttarsi subito in consulenza o vivere prima una breve esperienza in azienda.

 Il mio percorso è iniziato al Politecnico, dove lavoravo come assistente in università e in diversi progetti esterni. Successivamente sono passato all’azienda: per tre anni mi sono confrontato con una vera realtà fatta di un sistema articolato e di operai, vivendo un’esperienza altamente formativa. Infine, solo dopo il Master, sono approdato alla consulenza.

Una volta, però, era diverso. BCG non faceva summer internship e c’erano molti meno junior. Il sistema era simile a quello in vigore ancora oggi negli Stati Uniti: il focus di assunzioni è sui ragazzi che concludono l’MBA. Al contrario oggi, in paesi come Italia, Francia e Germania, il periodo di recruiting è continuo e tutte le società di consulenza cercano di individuare il talento il prima possibile perché prima lo individui, prima te lo leghi. Così come accade nelle università, la competizione sta proprio lì, nel cogliere il talento il prima possibile.

Sono molto contento di aver visto diversi ambienti e di aver vissuto realtà diverse fra loro. Secondo me il consulente che fa solo carriera dentro la società forse perde alcune opportunità.

Certo, ci sono anche consulenti che non lo fanno o che escono per un paio d’anni per poi rientrare. L’importante è non superare i tre/quattro anni se si vuole tornare in consulenza.

Come vede il consulente nel futuro? Sarà sempre più una figura altamente specializzata oppure dovrà avere una formazione a 360 gradi?

L’attenzione all’expertise è sicuramente alta perché abbiamo bisogno di persone esperte in determinati ambiti. Tuttavia, il consulente è colui in grado di vedere e di capire in anticipo opportunità, rischi, scenari. E’ focalizzato in massimo due o tre settori, ma rimane una figura eclettica al di fuori degli schemi. Deve prendere le distanze in ogni situazione e far emergere rischi e opportunità. Il dettaglio potrà essere richiesto all’esperto all’interno o all’esterno della società.

Il problema vero è saper leggere quel dato: cosa c’è dietro ai numeri, i pattern, le correlazioni, i rischi e le opportunità.

Quali sono le tre qualità che uno studente deve avere una volta uscito dall’università?

 Uno studente deve essere:

  1. Analiticamente solido e capace di svolgere con facilità analisi di qualsiasi tipo;
  2. Predisposto a lavorare e a confrontarsi costantemente con il team;
  3. Curioso e capace di andare oltre la superficie e l’ovvio.

In base alla sua esperienza qual è il valore del network degli Alumni Bocconi?

Avere un’alma mater a proprio sostegno è sempre più rilevante. Come alumni, dobbiamo aiutarci l’un l’altro in giro per il mondo, cercando di sfruttare la presenza globale dei vari chapter. Sono 78 tra Italia e estero, e in ognuno di essi ci sono persone pronte ad aiutarti.

Se ti chiama un Alumnus, devi trovare il tempo per rispondere perché è un dovere di ognuno di noi trovare un momento da dedicare a un collega della tua stessa Università. Il network funziona solo se c’è passione ad aiutare i più giovani che si aprano e prendano contatti.

Da vice-presidente prima e presidente ora, quali sono i tre motivi grazie ai quali cercherebbe di convincere un neolaureato sul valore della BAA?

Innanzitutto questo network, di cui farebbe parte. Il servizio di Career Advice, con le relative opportunità in tutto il mondo, e il servizio di mentoring per gli studenti già usciti da un po’ di anni. Infine, il continuous learning dato da idee, eventi, incontri a cui puoi partecipare anche in remoto. Essere socio della BAA ha quindi un significativo valore aggiunto e ti mette a disposizione diversi benefit.

Ma oltre ai benefit, fare parte della BAA significa fare parte di un progetto più importante. In occasione della Campagna di raccolta fondi lanciata dall’Università “Una sfida possibile”, l’associazione che riunisce la comunità degli Alumni Bocconi acquista un ruolo di primo piano. Le attività organizzate dalla BAA diventeranno l’occasione per sensibilizzare la community su un tema molto caro al Rettore e a me: la solidarietà fra generazioni. Crediamo che sia necessario pensare anche a chi viene dopo di noi. Come Università all’avanguardia, uno degli obiettivi di Bocconi è attirare il talento, anche di chi non ha i mezzi e lo strumento che ci permette di dare più risorse a questa sfida è il fundraising. La BAA si pone come nuovo obiettivo strategico quello di mettersi al fianco dell’Università e aiutarla a raccogliere fondi a sostegno degli studenti per dare ad altri la stessa opportunità che abbiamo avuto noi: frequentare questo ateneo.

Sostenere l’Università con una donazione è un altro modo di partecipare e sentirsi parte della comunità di Alumni, creando un circolo virtuoso: permettere a studenti meritevoli di studiare indipendentemente dalla propria condizione economica genera mobilità sociale, ci consente di salire nei ranking e quindi, ancora una volta, ci dà la possibilità di attrarre in Bocconi i migliori studenti.

Come Presidente BAA e come Alumnus invito tutti gli studenti Bocconi a riflettere sul valore aggiunto che questa Università offre loro nell’arco di tutta la vita: durante il corso di studi, ma anche dopo, nello sviluppo del loro percorso personale e professionale.  Essere Alumni Bocconi è un legame che dura per sempre.

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