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Piccoli Stati Grandi Idee

Grandi idee, poche occasioni

Armata di telecomando alla mano, mi sfido a trovare in tv qualcosa di più che qualche conduttore che parli di una nave da crociera affondata o di farfalle che volano a Sanremo; nulla . Ormai senza speranza mi convinco che forse è meglio tornare sui libri, quando a un certo punto mi imbatto per caso in un programma curioso, quasi una rivelazione nel cupo mondo dei nostri programmi televisivi. Si parla di imprese, start up, innovazione e tecnologia. Finalmente pane per i miei denti.

Vengono intervistati Manuel Zanella e Massimiliano Bertolini, co-fondatori di una piccola start up (i’m Spa). I due hanno inventato il primo orologio smart, uno smartwatch, che entra nel mercato affiancando i grandi competitors che tutti conosciamo a livello globale. Al di là dell’alto contenuto tecnologico e di design del prodotto in grado di ampliare il mercato degli smartphones , due sono le cose che mi hanno colpito: la giovane età dei due protagonisti e l’origine made in italy. Uno 35, l’altro 31 anni si sono cimentati coraggiosamente in un progetto estremamente innovativo ed in un paese in crisi come il nostro non si sentono tutti i giorni storie del genere. Due piccoli Steve Jobs? Forse, per il momento i presupposti ci sono tutti. Magari riusciremo a sfatare il mito che le piccole idee diventano grandi progetti concreti solo nella Silicon Valley; anche a casa nostra, nei nostri distretti succede che due giovani si svegliano la mattina e decidono di tirar su un’azienda. Per l’Italia dei grandi fallimenti aziendali e politici direi che si può considerare un lampo a ciel sereno. Isolato sì, ma speriamo solo per il momento; potrebbe infatti essere l’inizio di una serie di iniziative portate avanti da giovanissimi imprenditori e non solo. A questo proposito mi sento in dovere di citare un’iniziativa sostenuta proprio dai due startupe r, Zanella e Bertolini; si tratta di Doooing, un portale dove le idee inviate da chi non si può permettere sogni e fantasie incontrano il capitale di cui avrebbero bisogno. Cosa può rappresentare tutto questo per uno studente della Bocconi? Una sfida, sia individuale che collettiva, a non accontentarsi di un comodo posto in banca o in una qualche multinazionale, ma ad allargare le proprie vedute. È un incentivo a sfidare la vischiosità del nostro sistema, superare le barriere economiche e portare avanti le nostre idee. Il segreto? Credere in noi stessi ed in ciò che vogliamo realizzare nella nostra vita.

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Kristen Borda

One comment
  1. Sergio

    Interessante idea. Non sono del tutto convinto del risultato finale, ma sicuramente il coraggio e l’iniziativa meritano un plauso. Speriamo che servano anche d’esempio per iniziative analoghe.

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