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Off Campus

L’incertezza della crisi e le tentate soluzioni

Il nuovo semestre è iniziato, ogni studente della Bocconi ha le proprie aspettative e nel mentre la situazione economica italiana rimane grave. Il clima generale è incerto, per le cause economiche che quotidiani e telegiornali, ogni giorno, hanno fatto conoscere fino alla nausea, riempendo la testa di parole come spread ,  btp e bce. Quindi, alla situazione economica  si aggiunge una bomba mediatica non incoraggiante. Le persone sono incerte e sfiduciate; e queste sensazioni si diffondono facilmente, anche conversando con un vicino di casa o con un amico. 

Poi ,  con la manovra del professor Monti, sono aumentati gli oneri fiscali. Nuove tasse e bollette più care, danno seguito al pessimismo delle famiglie, già aggravato da licenziamenti, fallimenti di aziende e disoccupazione. Si incontrano amici per strada, che si lamentano di prezzi più alti per benzina e sigarette oppure l’anziana signora ,che facendo la spesa è costretta a cercare i prodotti più economici, perchè la pensione non basta più.

Oggi è frequente assistere, nei grandi supermercati, a una caccia a offerte speciali; nell’abbigliamento , entrando da negozi più economici come H&M o Benetton sembra che di recente sia aumentata la confusione, ma non è detto che si abbia l’impressione opposta nei negozi delle grandi firme.Come reazione all’attuale situazione sono state organizzate manifestazioni, anche violente.

E’ ovvio che ostacolare l’ordine pubblico è un disagio per tutti ed è inutile. Intasare le strade, creare caos, scontrarsi con la polizia, non risolverà la crisi né farà abbassare lo spread. Bisogna cercare nuove soluzioni, ad esempio, nel mondo delle imprese, dovrebbero essere premiati coloro che vogliono impegnarsi in progetti imprenditoriali seri.

In particolare, l’attuazione da parte del governo un notevole sgravo fiscale per imprese giovani è una alternativa; favorire la nascita di nuove imprese è utile per la crescita economica del paese.Poiché la migliore conseguenza che si può avere è la creazione di nuovi posti di lavoro, e risolvendo almeno in parte il problema della disoccupazione; si possono avere dei riscontri positivi a livello economico, con una maggiore attività del mercato, e a livello sociale con maggiore sicurezza e tranquillità delle persone.

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Possono essere anche incoraggiati gli investimenti nelle energie rinnovabili, essendo un tema attuale, che da un lato  rispetta l’ambiente e dall’altro riduce i costi dell’energia elettrica. Questo processo di crescita non può essere immediato, la fase attuale è quella più difficile,  vengono richiesti forti sacrifici alle famiglie italiane. I risultati, naturalmente non sono immediati, sarà necessario attendere almeno un anno. Se la situazione peggiora, allora vuol dire che le tentate soluzioni si sono rilevate fallimentari, ma  a quel punto si potrebbe anche pagare  un prezzo più caro di  oggi.

Vito Gervasi

vito.gervasi@studbocconi.it

3 comments
  1. Jacopo T.

    Bell’articolo, interessante.
    Mi lascia invece sorpreso il post dell’omonimo Jacopo Z.
    Cito testualmente “il problema è che gli italiani non vogliono fare sacrifici”. Trovo questa frase ingiusta nei confronti di coloro che tutte le mattine si svegliano alle 6 del mattino per lavorare in ufficio, in fabbrica…etc. e in Italia ce ne sono molti. Tutti questi i sacrifici li hanno già fatti: 43% di tassazione direi che è già un buon sacrificio no?
    Ricordo poi che con pale eoliche (vedi sardegna e sicilia) e solar farms credo sia difficile risollevare un Paese…

  2. Sergio

    Il problema degli italiani è che non vogliono fare sacrifici, mai. Finora abbiamo ballato e cantato come la proverbiale cicala e prima poi giunge il momento della resa dei conti. Ma a quel punto nessuno è responsabile, e a nessuno tocca pagare. Ci avessimo pensato prima…?
    Favorire l’imprenditoria (giovane, soprattutto) è certamente una soluzione positiva. Ma qualcosa deve cambiare nelle nostre teste, prima di tutto. Siamo un paese vecchio, stanco e incapace di riconoscere i propri limiti – di conseguenza, incapace di puntare sul futuro e valutare i suoi punti di forza. Investire sulle energie rinnovabili, dite. Ma negli ultimi 30 anno dove siamo stati, mentre nel Nord Europa piantavano pale eoliche e creavano solar farms, il Paese del Sole che faceva? E adesso tutti a sperare che Monti risollevi il Paese in 3 mesi.

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