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Art & Entertainment

E’ stata la giusta rappresentazione di una grande leader?

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“The iron lady”: il film che racconta la storia della vita dell’ex primo ministro inglese Margaret Thatcher, la dama di ferro che per undici anni, fino all’inizio degli anni novanta, ha guidato il suo paese. La sua figura è rimasta tra le più influenti del XX secolo, ed è anche un simbolo dell’impegno delle donne in politica. Nel film, diretto dalla regista Phyllida Lloyd,  la Thatcher è interpretata da Meryl Streep. Andare al cinema per vedere il film può essere una buona idea poiché da un lato è caratterizzato dall’interpretazione dell’attrice, premiata con l’Oscar, e dall’altro è interessante, fa riferimento a fatti storici senza risultare pesante: nel film, infatti, è un’anziana Thatcher a ripercorrere la storia della sua vita raccontando gli eventi più salienti, dalla giovinezza alla caduta dal governo. Inoltre, si instaura anche un interessante parallelo tra giovinezza, maturità e vecchiaia.

Ma nel film la scelta di narrazione risulta contestabile:  l’anziana leader viene rappresentata in molte scene debole, soggetta a continue perdite di memoria e convinta di parlare col marito ormai morto. Considerando che di recente le è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer, bisogna chiedersi se è stato corretto, da parte di chi ha realizzato il film, insistere sulle sue attuali condizioni  di salute. E’ vero che da un lato è stata data la rappresentazione di uno status di fatto, ovvero la malattia e la vecchiaia che sono condizioni della vita con le quali ognuno si è confrontato almeno una volta: a tutti è capitato, infatti, di parlare spesso con persone di una certa età, basti pensare al rapporto con i propri nonni. Però la rappresentazione di una grande leader politica, malata ormai vinta dalla vecchiaia, può essere anche vista come una forte mancanza di rispetto: bisogna avere un pò di discrezione e anche di compassione, evitando di mettere così apertamente in “piazza” determinate condizioni umane. In fondo, se è stata una grande donna politica, con le sue idee più o meno condivisibili, forse è giusto lasciare questo ricordo.

Vito Gervasi

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