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Off Campus

MAMMA, HO PERSO IL TELEFONO!

Reading time: 3 minutes

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di Federica Torriero

Piccolo manuale per una settimana di sopravvivenza senza il proprio cellulare. Da fuorisede. A Milano.

Super accessoriato e tecnologico: è lo smartphone, studiato per darti tutto ciò di cui hai sembre avuto bisogno.

Hai una domanda? Basta un click e saprà risponderti. Ti sei perso? Troverà la strada per te. Aspetti il tram alla fermata già da dieci minuti e non sai cosa fare? Saprà tenerti compagnia. Tutto bello finchè un venerdì sera qualunque, in una discoteca qualunque, mentre lo cerchi nella tasca per scattare una foto.. Ecco, ti accorgi che sei stato derubato.

E’ proprio da quel momento che inizia la tua settimana di “sopravvivenza”.

GIORNO 1: IL PANICO.

Il viso diventa pallido, il battito sempre più accelerato. Cerchi di fare respiri profondi e rimanere lucido, mentre lo cerchi disperatamente in ogni anfratto dei tuoi jeans nella vana speranza di esserti sbagliato.

Quando realizzi che davvero non c’è , allora attivi il dispositivo di localizzazione, ovviamente non funzionante perché il telefono è stato furbescamente spento. Ormai rassegnato, fai bloccare la sim e torni a casa, affidandoti al Karma e pensando che : “ Dopotutto, domani è un altro giorno. “

GIORNO 2: L’ASTINENZA.

Dopo una notte passata quasi insonne e l’ansia ancora da smaltire, questo è il momento peggiore.  Sei come un fumatore accanito che ha smesso da poco: arrabbiato e pieno di tic nervosi. Controlli le tasche istintivamente, ma il telefono non c’è. Vorresti comunicare con il mondo, ma non sai come.
Giaci solo. Tu, e la tua mancanza.

GIORNO 3: I RIMEDI.

E’ arrivata l’ora di pensare ad un’alternativa: ok non avrai indietro il tuo telefono, ma almeno cerca di trovarne un altro! In questi casi, non c’è soluzione migliore dei negozi di elettronica on-line: le offerte sono talmente tante che, anche se ti sembra che nessuno sarà mai in grado di sostituire il tuo, alla fine troverai lo smartphone giusto.

GIORNO 4: L’ALTRO.

Nel frattempo continui ad essere senza mezzi per comunicare e, dato che il telefono del tuo coinquilino non può essere il centralino di turno per i tuoi parenti che ti avevano dato per disperso, allora ti decidi a prenderne uno temporaneo. Gentilmente offerto dal tuo amico, nonché distributore di fiducia, si capisce.

GIORNI 5 E 6: L’ATTESA.

L’acquisto on-line è già stato fatto, adesso non resta che aspettare i fatidici 3/5 giorni per la consegna. Il tempo scorre e sorgono i primi dubbi: “Avrò sbagliato a scrivere numero di telefono?” “L’indirizzo che ho dato è quello giusto?”. Ed è proprio mentre ti logori con queste domande, che riscopri poco a poco molte altre attività con cui potresti riempire le ore, altrimenti spese in interminabili partite a Ruzzle o a spulciare la tua home di facebook.

GIORNO 7: IL RITORNO.

Finalmente una mattina suonano alla porta. Eccolo lì, nella sua piccola scatola bianca. Il tuo migliore amico è tornato. Apri la confezione con delicatezza, ti accerti che ci sia tutto il necessario e ricomincia la procedura standard.

Ce l’hai fatta, la tua settimana da incubo è finalmente conclusa! Come tu sia sopravvissuto non importa.

In fondo, cosa saranno l’ansia e le crisi nervose rispetto all’aver dimostratato alla tecnologia che, nonostante ciò che si dice, tu puoi vivere anche senza?

(Tristemente tratto da una storia vera)

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