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Elezioni europee 2014: una possibilità di cambiamento? Perché nonostante la crisi queste elezioni potrebbero essere un momento di svolta per l’Unione.

Elezioni-Europee-2014

Di Sofia Bernardini

Il mondo politico è in fermento per le imminenti elezioni del Parlamento Europeo: dal 22 al 25 maggio 2014 i cittadini dei 28 Stati membri dell’Unione voteranno i 751 deputati che resteranno in carica per cinque anni.

 Il Parlamento è l’unico organo elettivo dell’UE. Esso lavora con il Consiglio per discutere e approvare le normative europee e il bilancio, inoltre controlla che gli altri organi agiscano democraticamente. Il Parlamento infatti è diventato elettivo nel 1979 nel tentativo di colmare quel deficit democratico che tutt’oggi affligge l’Unione.

Queste elezioni saranno diverse dalle precedenti, aprendo ad una legittimazione democratica delle più alte cariche dell’Unione: grazie al Trattato di Lisbona del 2009, il Consiglio europeo dovrà tenere conto dei risultati delle elezioni quando nominerà il presidente della Commissione e sarà il Parlamento stesso a votarlo ed eleggerlo. Ma questi giorni di maggio sono attesi soprattutto perché saranno un banco di prova per la stabilità del progetto di integrazione europea. All’orizzonte ci sono i referendum per l’indipendenza della Catalogna e della Scozia, oltre alla delicata questione Ucraina, sulla quale l’Unione dovrà prendere una posizione univoca. Gli anni della crisi economica e della recessione non sono ancora alle spalle: il tasso di disoccupazione nell’eurozona è del 12% e il Pil pro capite è complessivamente diminuito rispetto all’inizio degli anni Duemila. I primi segnali di miglioramento vengono dall’Irlanda e dal Portogallo, usciti dal programma di aiuti europeo, e dalla Grecia che torna ad accogliere l’investimento di capitali stranieri. Il quadro generale resta comunque precario.

In questo clima di incertezza economica e politica come si stanno preparando gli europei al voto? Per gli indecisi e per i ragazzi che per la prima volta sono chiamati a votare viene in soccorso un’applicazione chiamata “EU and I”. Frutto del lavoro iniziato nel 2009 da un team di scienziati dell’European University Institute, in collaborazione con il Centro Italiano Studi Elettorali della Luiss “Guido Carli” e il Berkman Center for Internet and Society della Harvard University, questa app permette di orientarsi tra le innumerevoli liste candidate rispondendo a 30 semplici domande. Disponibile in tutti i 28 Paesi dell’UE e nelle rispettive lingue, essa permette non solo di avere una visione più chiara della situazione politica del proprio paese, ma anche di inquadrare meglio il contesto europeo.

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“L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto” diceva Robert Schuman il 9 maggio 1950, ponendo le basi per il processo di unione economica e politica europea. Oggi è più che mai necessario andare oltre la tecnocrazia e ritornare agli ideali promossi dai padri fondatori: solidarietà, integrazione e pace. L’Unione Europea e i suoi cittadini affrontino questa sfida, a partire dalle prossime elezioni.

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