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Lezioni di (cucina) leadership: lo chef è il CEO

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Alzi la mano chi non ha mai sognato di avere, un giorno, le redini di un’azienda.

Non servono anni di studio sui libri. O meglio, non solo. L’ingrediente fondamentale è la voglia di mettersi in gioco, che permette di capire e toccare con mano la teoria accademica. La ricetta consiste nel perseguire i propri sogni, senza mai arrendersi.

Ma cosa significa avere una così grande responsabilità? A spiegarlo, non può essere che lo chef.

Non preoccupatevi: School of Future Leaders (ma per i corridoi di via Sandro Sandri tutti la chiamano SOFL) non è uno show culinario. Organizzata dal Consorzio Elis, è un talent program rivolto a trenta studenti che provengono da diversi atenei internazionali e con differenti background di studi. Dopo essere stati selezionati tramite colloqui individuali e di gruppo, i partecipanti hanno avuto la possibilità di incontrare alcuni top manager di importanti imprese ed enti locali, con cui hanno potuto scambiare opinioni e ambizioni. Si è trattato, per l’edizione summer 2014, di leaders del calibro di Enrico Pazzali – CEO at Fiera Milano, Dina Ravera – CEO at H3G, Els Van De Water – Human Resources Director Southern Europe at Johnson & Johnson, Pierpaolo Cristofori – CEO Tamini Trasformatori, Single-Shareholder Management & Consulting of Terna S.p.A., Ida Sirolli – Head of Research & Education at Telecom Italia Group, Vincenzo Camporini – former Chief of Defence General Staff, Anna Nozza – Head of Reward, Resourcing, Learning and Development at Vodafone, Iacopo Prissinotti – Head of ENAV International Strategies, Pasquale Marchese – Director of Private Market at Poste Italiane, Donato Iacovone – Managing Partner Italy, Spain and Portugal, Ernst & Young, Marta Leonori – Council Member at Rome City Council.

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La scuola, della durata di una settimana, si è svolta a Roma ed è stata scandita da ritmi di lavoro serrati: incontro dopo incontro, dalle 9 alle 21, i ragazzi hanno condiviso l’esperienza professionale e personale dei vari ospiti. Ma non solo. Sono stati protagonisti di una competizione a gruppi su business cases. Una vera e propria sfida, che per vincere non richiedeva solo conoscenze analitiche, ma tanta determinazione e spirito di innovazione. I casi aziendali erano infatti basati su tematiche legate alla strategia, a nuovi prodotti e servizi, alla tecnologia. E così ingegneri ed economisti hanno proposto idee e soluzioni, imparando ad affrontare quelle hot issues che si troveranno davanti nella routine lavorativa. Sette i bocconiani che hanno partecipato all’iniziativa: Francesca Badaracco (CLEAM), Gianluca Basciu (ACME), Marta Bisognin (ACME), Chloé Gastine (ACME), Domenico Pace (M), Stefano Perrotta (CLEAM), Davide Petraroli (M).

La SOFL, però, non ha significato solamente questo. È stata sinonimo di crescita, confronto e ispirazione. Non capita tutti i giorni che gli studenti vivano in concreto ciò che avviene in una realtà aziendale. Ancora più raro che studenti di diversi atenei abbiano la possibilità di confrontarsi per raggiungere un obiettivo comune.
Serve, dunque, un’equipe di cuochi stellati per muovere l’economia, creare occupazione e migliorare la società? Probabilmente è sufficiente un gruppo di giovani, che, mosso da valori e ideali, non si stanchi mai di sognare che, se vuole, può cambiare il mondo.

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gianluca.basciu@studbocconi.it

francesca.badaracco@studbocconi.it

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