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Start up: Pulizie domestiche? Ora è un servizio online con la nascita di EasyFeel

Easyfeel-pulizie-startup

Di Marcello Maranzana

La piattaforma attraverso cui tutti i potenziali acquirenti hanno la possibilità di usufruire della pulizia e della stiratura domestica è stata ideata da tre studenti fuorisede che in una sera di Dicembre dello scorso anno, avendo trovato il proprio appartamento in condizioni precarie, si sono interrogati sulla sua eventuale efficienza ed efficacia.

È Andrea Rocco, dottorando in legge, che ci spiega che quel giorno lui e il suo ex coinquilino (ora secondo socio) hanno dedotto che anche tanti altri studenti universitari si erano sicuramente trovati spesso nella loro stessa situazione. Viene così lanciata nel mese di luglio “EasyFeel”. Nonostante questa start up fosse un’intuizione autofinanziata, le richieste di prenotazione cominciarono e si moltiplicarono inaspettatamente. Il neonato portale web coinvolse, tra l’altro, un target più esteso, costituito non in trascurabile parte da soggetti stipendiati e ormai lontani dal contesto universitario.

“Solitamente le persone che hanno bisogno di questo servizio sono ragazzi giovani e studenti. Tuttavia spesso le prenotazioni arrivano anche da genitori o anziani, per una prestazione di pulizia che possa andare incontro a esigenze e orari definiti.”

Affrontando il tema dell’importanza della fiducia, che si presume debba necessariamente sussistere nel rapporto domestico-utente, Andrea incoraggia i clienti illustrando che gli operatori sono selezionati attraverso un colloquio conoscitivo (spesso costituito da più di una sessione) e sono soggetti alla firma di un Honor Code, in modo da accertare la qualità del servizio, cosa che il solo passaparola non può garantire.

“Gli operatori sono schedati in modo tale che il cliente possa contattarci per qualsiasi problema. Inoltre sono tutte persone referenziate con esperienza pluriennale nel campo.”

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Questo rapporto di fiducia che i clienti tanto cercano non può che stabilmente svilupparsi avvalendosi del servizio di abbonamento in modo da avere, a seconda della sua durata, la disponibilità in casa dello stesso operatore. In alternativa, con innovativa flessibilità, è possibile utilizzare il servizio in una via non ripetuta con una prenotazione a pagamento che può avvenire tutti i giorni 24 ore su 24 (considerando un giorno di preavviso onde evitare una sovrattassa).

Il servizio sembra dunque funzionare efficientemente ma le fasi di sviluppo, dice ancora Andrea Rocco, sono state decisamente impegnative. Si parla, in particolare, di curare e rispettare aspetti legali, di recluting, marketing e management; il non aver beneficiato di finanziamenti non ha certo agevolato una restrizione dei tempi.

“Ci siamo serviti dei risparmi che avevamo messo da parte. Essendo in tre, l’avvio della start up in questo senso non è stato un ostacolo insormontabile. I maggiori costi sono stati prodotti dalle spese grafiche, accounting e marketing.”

In generale ad oggi nessuna realtà finanziaria è veramente stata in grado di ottenere rilevanti marginalità nel giovane sistema innovativo, ma il vero prolungamento dei tempi e la natura delle scadenze estremamente lunghe rispetto al necessario è un effetto, come anche Andrea suggerisce, dell’assenza di cultura in Italia in merito alle start up. Assenza che crea un ancora più insistente bisogno di accrescersi e svilupparsi.

“Abbiamo bisogno di fondi per potenziare la funzione pubblicitaria. Questo garantirebbe un salto nel mercato visto che, per il resto, continuiamo a notare feedback positivi.”

Per quanto riguarda le prospettive di crescita, i tre soci Daniel Amroch, Denny Nasato e Andrea Rocco, prevedono nei prossimi sei mesi di essere ancora maggiormente inseriti nel mondo universitario, oltre che nel mondo aziendale, con l’aspettativa di espandersi a Roma e Torino. Sembra inoltre che l’espansione auspichi un’ulteriore nuova opzione: il baby-sitting e l’assistenza personale.

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L’ambizione e la caparbietà hanno portato EasyFeel a non affrontare ostacoli particolarmente grandi se non il trovarsi faccia a faccia con la burocrazia. Per adesso non possiamo che augurare ai tre soci bocconiani un grande in bocca al lupo per la continuazione e l’evoluzione di questo business innovativo generatore di occupazione.

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