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Interviste

“È tutto sotto controllo”

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Il suo nome è noto in tutta la Bocconi. È direttrice del corso di laurea CLEACC e professoressa molto attiva all’interno dell’università. Noi di “Nella Tana dei Leoni” siamo riusciti a strapparle un’intervista esclusiva. La parola a Paola Dubini!

Chi è Paola Dubini? Quali sono i suoi hobby?

Paola Dubini è professoressa di Economia Aziendale e Management, direttrice del CLEACC, ex direttore del centro di ricerca Ask e direttrice del Comitato per le Pari Opportunità in Bocconi. Ma è anche un’amante della montagna, delle passeggiate lunghe e dei libri.

Paola-dubini-2Alla nostra età quali erano le sue ambizioni?   

A vent’anni ero molto determinata e attiva. Ero una studentessa piuttosto brava, ma con un grande dubbio: non sapevo cosa davvero avrei voluto fare dopo la laurea. Vittima dell’indecisione ho fatto tantissimi colloqui, ma alla fine l’incontro con un professore negli Stati Uniti mi ha fatto capire che quello che davvero volevo era restare in università. Da lì ho iniziato il mio percorso per la carriera accademica.

Come risponde alle numerose voci che circolano in Università sul conto del CLEACC?

Dipende. Quando sono di cattivo umore vorrei rispondere alle persone che sviliscono il CLEACC, ma in linea generale le assolvo, per il semplice fatto che non conoscono questo corso di laurea. Non importa cosa pensano gli esterni, mi sta a cuore il parere dei miei studenti e dei datori di lavoro che in futuro li assumeranno per le loro competenze. Non contano le voci che si creano attorno al CLEACC, conta il valore che esso crea. A questo proposito vorrei far presente come questo corso offra un programma educativo completo, adattissimo per chi vuole fare il manager. I corsi di economia in generale dovrebbero assomigliare di più al CLEACC, e non lo dico perché sono di parte, ma perché in un momento critico come quello attuale un buon manager deve essere in grado di riportare a sintesi punti di vista molto diversi, e per fare ciò occorre ricorrere alle materie che mettono l’uomo al centro.

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Saprebbe spiegare il motivo della netta maggioranza femminile al CLEACC?   

Sinceramente non lo so, anzi spero vivamente che in futuro ci saranno più uomini, poiché occorre sempre varietà all’interno delle classi e, nonostante essa ci sia già per le passioni e gli interessi che distinguono gli studenti CLEACC dagli altri “economisti”, sicuramente la varietà di genere è importante. Posso però fare alcune ipotesi circa lo scarso interesse maschile. Una è che in molti ancora non hanno capito che lavorare in ambito culturale è estremamente sfidante dal punto di vista manageriale. L’altra riguarda l’idea, a mio parere sbagliata ma generalmente accettata,  che le materie umanistiche siano più adatte ad una sensibilità femminile.

Qual è stata l’esperienza che ha segnato il corso della sua carriera?

Ce ne sono state tante. La prima è sicuramente stata quando ho deciso di fare la professoressa. Avevo sempre tenuto in considerazione l’idea di insegnare,  ma è stato solo quando mi sono recata negli USA a fare progetti di ricerca che ho capito definitivamente qual era la mia strada. La seconda è stata quando mi hanno presa per un progetto di costruzione di business school a San Pietroburgo. Erano gli anni ’90, il muro di Berlino era appena caduto. Ho avuto modo di fare fin da giovane un’esperienza internazionale di altissimo livello, che ha sicuramente segnato tutta la mia carriera futura. La terza è stato il progetto per la nascita del CLEACC, cui ho preso parte fin dall’inizio, motivo per cui considero questo corso un po’ come un terzo figlio.

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Da donna, fare carriera è stato più difficile?  Ha dovuto fare particolari sacrifici per raggiungere la sua posizione attuale?

Sarò sincera. Da un punto di vista di rapporto tra dinamica familiare e professionale è stato molto faticoso. Si dice che le donne per fare carriera necessitino di una salute di ferro, nervi d’acciaio e un compagno d’oro. Se a questo aggiungiamo anche una mamma santa, posso dire che è stato il mio caso. Ho avuto la fortuna di essere molto aiutata e sostenuta, cosa che mi ha permesso di avere due figli senza rinunciare alla mia attività. Dal punto di vista lavorativo è difficile da dire. Agli inizi non ho mai percepito nessuna differenza di fondo, più avanti mi sono resa conto di certe piccole cose. Non posso certo affermare di aver mai subito delle discriminazioni, ma ho notato che molto cose vengono date per scontate, come ad esempio gli orari delle riunioni, fissate solitamente la sera quando bisogna tornare a casa a dare il cambio alla baby sitter. Ad ogni modo penso che tutti incontrino delle difficoltà nel corso della propria carriera, e ovviamente è necessario compiere sacrifici per essa. Non penso che le rinunce delle donne vadano eccessivamente enfatizzate, quasi a voler sottolineare che sono più in gamba degli uomini.

Per concludere ci racconta qualche aneddoto divertente riguardo la sua vita in Bocconi? Se ne sentono parecchi…. 

Il più particolare, che mi diverto sempre a raccontare, risale a una delle mie prime lezioni di Economia Aziendale. Agitata dal fatto che erano i miei primi approcci con gli studenti, ero solita andare in classe un po’ prima per preparare bene tutto il materiale. Una volta, mentre entravo nell’aula, sono stata avvicinata da uno studente che, scambiandomi per una sua collega, ci ha ”provato” in modo molto carino e velato. Non ho avuto il coraggio di guardarlo per tutta la lezione! Un altro che sicuramente è passato alla storia riguarda la mia entrata in classe con un monopattino in mano. A mia discolpa posso dire che quella mattina il motorino non partiva ed ero estremamente in ritardo. Tornando poi a cosa ne penso delle voci sul CLEACC, posso raccontarvi di un Open Day. Infastidita dai continui commenti scettici di un padre riguardo il mio corso, l’ho zittito dicendo “Se lei continua a dire che il CLEACC è facile io la spalmo sul muro”. Ho sicuramente un po’ esagerato, ma la moglie mi ha dato corda!

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Guarda QUI l’intervista sul canale YouTube di BocconiTv

Podcast di RadioBocconi

Gianluca Basciu, Eleonora Recupero e Camilla Sacca

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