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Economics

“Trasparenza, legislazione, cittadinanza”: la lotta alla corruzione parte dalla cultura

corruzioneDi Francesco Vidè 

La trasparenza come vettore di miglioramento delle performance pubblica, la battaglia culturale al fenomeno della corruzione ed il modello di Transparency International sono stati al centro dell’evento “Trasparenza, legislazione, cittadinanza”, organizzato lo scorso 24 febbraio dall’associazione studentesca NextPa ed inserito nel quadro della Bocconi for government week. Hanno partecipato come relatori Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia (ONG avente come mission la lotta alla corruzione) ed Elio Borgonovi, presidente del CERGAS (Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale) e docente di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche in Bocconi. Il dibattito è stato moderato da Giovanni Valotti, docente Bocconi e presidente di A2A, azienda operante nel settore energetico. 

Il prof. Valotti ha analizzato la differenza concettuale tra la trasparenza amministrativa “autocelebrativa”, che mira alla diffusione di sole notizie positive inerenti l’operato di un’azienda pubblica, e la trasparenza “di sostanza”. L’obiettivo della Pubblica Amministrazione dev’essere quello di mettersi in gioco in prima persona, dando conto di tutti i risultati raggiunti, positivi o negativi che siano. In questo modo, le istituzioni pubbliche sono in grado di incrementare la fiducia nelle istituzioni e la partecipazione attiva della cittadinanza. Segue questa logica, ad esempio, la decisione di A2A di installare nelle piazze principali della città di Brescia dei totem che diffondono i dati sul livello di emissioni di polveri sottili in tempo reale.

Per quanto concerne la lotta alla corruzione, Virginio Carnevali ed Elio Borgonovi concordano nel sostenere che la corruzione sia innanzitutto un fenomeno culturale: un problema della società e non della Pubblica Amministrazione. “Non basta mettere in galera i corrotti: bisogna cambiare la testa della gente, investendo nell’educazione dei giovani”, afferma Virginio Carnevali. Inoltre, secondo Carnevali, molte persone sono corrotte nel proprio io e, trovandosi in condizioni di potere, non esiterebbero a trasformarsi in politici immorali. Allo stesso modo, la corruzione non ha colore politico: non è né di sinistra, né di destra. L’unica distinzione è quella tra persone per bene e persone inclini a corrompere ed a lasciarsi corrompere. Virginio Carnevali ha poi analizzato le modalità attraverso cui Transparency International mira al raggiungimento di una Pubblica Amministrazione trasparente: promuovere i principi etici cui si deve ispirare l’intervento amministrativo ed aprirsi ai cittadini, indicando loro come prevenire e reagire a richieste di tangenti e proteggendo coloro che inoltrano segnalazioni.

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Alle riflessioni di Carnevali si aggiungono gli spunti del professor Borgonovi, che innanzitutto si chiede perché nelle facoltà di economia i docenti non siano stati in grado di affrontare il tema della corruzione e della trasparenza. Secondo Borgonovi, la risposta è semplice: per anni i docenti si sono curati della fisiologia delle aziende e non delle possibili patologie. Inoltre, quello della corruzione viene definito come un problema di processi: non riguarda tanto l’implementazione di un piano o di una legge anticorruzione, quanto le modalità attraverso cui questa viene presentata, discussa ed applicata anche in contesti diversi, con lo scopo di condividere le informazioni tra tutti e di farlo in modo chiaro e semplice.

Quindi, come migliorare la trasparenza della Pubblica Amministrazione? Semplificazione della macchina amministrativa, punizione dei responsabili, creazione di pressioni esterne da parte di imprese e dell’opinione pubblica e, soprattutto, azioni di convincimento verso le persone: solo cambiando la testa della società e solo vincendo questa battaglia culturale si può sconfiggere il fenomeno della corruzione.

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