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“IN EQUILIBRIO”: LA MOSTRA DI HERB RITTS IN UNO DEI LUOGHI MAGICI DI MILANO

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Di Celeste Di Pietro ed Enrico Anedda

Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento, scriveva Henri Cartier Bresson. Queste poche parole sono forse la migliore descrizione di quello che vi aspetta oltre le porte del Palazzo della Ragione, l’edificio duecentesco protagonista assoluto della meravigliosa piazza dei Mercanti. In questo angolo di Milano si ha l’impressione di essere in un luogo magico, dove passato e presente si fondono in un limbo senza spazio né tempo, creando un’atmosfera dalla bellezza surreale.

La mostra di Herb Ritts – inaugurata il 20 febbraio scorso e aperta fino al 5 giugno – dal titolo IN EQUILIBRIO prende vita tra le mura del Palazzo, padrona incontrastata, catalizzatrice di attenzioni.

Herb Ritts si riconferma esteta della fotografia attraverso scatti senza tempo, sospesi in un etere bicolore, così silenziosi eppure vivi, potenti, colmi di un’attenzione maniacale verso il particolare che lascia ogni spettatore profondamente ammaliato, ipnotizzato dalla potenza espressiva del sempre presente contrasto bianco-nero. “Per me, un ritratto è qualcosa attraverso il quale percepisci le persone, le loro qualità interiori, ciò che le fa essere quello che realmente sono”, diceva il fotografo.

Nello spazio, nel tempo. Herb Ritts CREA la fotografia, distende i corpi nel vuoto di un paesaggio assente: li ritrae cogliendone la decisa sinuosità, li mostra con gentilezza superba nell’immobilità fugace di ogni movimento. Nella mostra si alternano, in perfetto equilibrio, volti sconosciuti a e grandi personalità tra cui Madonna, David Bowie, Matthew McConaughey, Julia Roberts; tutti ritratti nella naturalezza di un singolo quotidiano istante, quasi irriconoscibili, così camaleontici e profondamente diversi.

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Gli scatti si mostrano nella bellezza fragile di una spontaneità estrema, senza pudore, senza nome, fuori da qualsiasi maglia temporale, dentro la purezza di un orizzonte senza ombre. La fotografia di Herb Ritts è abile, e i particolari diventano l’anima dell’intera composizione nella purezza di una luce mai ostentata, colta senza sforzi, che quasi illude lo spettatore dell’assenza della sua ricercatezza.

Peter Jenkins scriveva credo che ovunque si vada si finisca col trovare qualche riflesso di sé stessi, ed Herb Ritts offre effettivamente allo spettatore l’incontro inaspettato con i suoi molteplici riflessi; ci incanta e stupisce con disarmante naturalezza, attraendoci nel suo universo senza spazi. La fotografia di Ritts ritrae la meraviglia di un gioco in bilico, ad armi impari, tra lo spettatore e i protagonisti eterei dei suoi scatti. Qualcuno ha tagliato il filo diretto della comprensione, rimane la perfezione di un gioco senza regole, sorretto dalla tenacia delle nostre convinzioni, giocato in quei pochi secondi di gloria, con la bellezza dell’arte negli occhi.

In equilibrio nel nulla.

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