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Intervista: la nuova giornata del giurista e il CLMG del futuro

32938343_10210037528009869_8205038160011329536_nDi Nicolò Minella.

Dopo aver parlato nel precedente articolo di calendario, laurea e riforme a breve termine, in questa seconda parte dell’intervista ci focalizziamo invece sulla “Giornata del giurista” e su progetti e visioni di lungo termine. La linea tracciata appare chiara: una facoltà di giurisprudenza sempre più pratica ed internazionale, con al centro lo studente.

Capitolo giornata del giurista. Alcune edizioni non hanno forse destato l’esito sperato, novità in vista?

ROBERTA MONASTEROLO – BLAB: Questo è un aspetto che a parer mio è molto importante e a cui tengo molto. La giornata del giurista è di grande rilevanza. Abbiamo avuto un incontro con la professoressa Miedico ed il professor Liebman per discutere di questo rinnovo che ho voluto in prima persona. Vorremmo cambiarne la struttura ed introdurre la ricerca, per renderla più pratica. Al contrario di quanto avviene all’estero, in Italia c’è incapacità da parte di noi studenti di portare avanti una ricerca a livello serio, per esempio per uno studio professionale. Quindi vorremmo indurre una sorta di focus sugli studenti e dividere i partecipanti in gruppi di ricerca che dovranno concentrare il loro lavoro su una tematica connessa agli altri gruppi e quindi portare avanti una serie di convention in cui gli studenti dovranno intervenire e presentare i loro progetti. Su questo tema c’è condivisione in Consiglio e da parte delle associazioni.

ENRICO VENTURI – TEAM: Per la giornata del giurista, siamo tutti d’accordo sulla necessità di un cambiamento. È vero che abbiamo già parlato con le associazioni, ma manca ancora la definizione precisa dell’organizzazione, quindi occorre compiere ancora qualche piccolo passo. L’importante è che quest’anno, con questa riforma, gli studenti ritornino finalmente ad essere protagonisti, perché fino ad ora abbiamo visto solo i professori sul palcoscenico.

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CARMINE BUONANNO – ACT: Mi ricollego a quanto detto da Enrico. La giornata del giurista è l’evento più importante della scuola di Giurisprudenza. Questo è uno degli esempi più importanti per noi per far capire che quando portiamo avanti delle proposte in Consiglio, le portiamo avanti come organo e non come singolo partito. Qui emerge una visione più “organicistica” della rappresentanza. Noi portiamo dei progetti che hanno come fine il miglioramento di diversi aspetti del nostro corso di studi. Si arriva sempre ad un compromesso anche laddove ci sono visioni differenti, e trovo che questo sia positivo e forse la cosa più bella della rappresentanza.

Slegandoci dal vostro mandato, che cosa manca a lungo termine alla facoltà di giurisprudenza in bocconi, e come la vedete da qui ai prossimi 5-10 anni?

ROBERTA MONASTEROLO – BLAB: Io spero che diventi un ambiente sempre più internazionale, dove si parlino sempre più lingue, e che ci possano essere scambi di idee sempre più frequenti anche con altri Paesi dove lo studio della legge è molto diverso. Spero che alle associazioni venga riconosciuto un ruolo sempre più importante, perché ad oggi il lavoro delle associazioni viene quasi ostacolato (e lo sento sulla mia pelle, facendo parte di una di queste) perché si vedono come dei corpi quasi esterni, che vanno controllati. Invece bisognerebbe supportarli e lasciare più campo libero. Inoltre, io sono per la pratica a qualsiasi anno. Trovo che le esperienze di internship e di lavoro debbano essere avvantaggiate maggiormente. E questo non deve avvenire solamente al Bocconi&Jobs, ma nel corso di un progetto a lungo termine che coinvolga anche la didattica.

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ENRICO VENTURI – TEAM: Giurisprudenza in Bocconi, così com’è, è già una realtà di altissimo livello. Ci sono già moltissimi legami con il mondo del lavoro, delle imprese, e l’aspetto internazionale viene curato. Ovviamente bisogna continuare su questa strada e portare avanti sempre di più queste iniziative, questo modo di fare e questa sensibilità verso il mondo esterno. Però bisogna sempre tenere presente che anche gli aspetti più organizzativi ed inerenti alla quotidianità dello studente vanno portati avanti. Disposizione di esami, disposizione del calendario. Nei prossimi anni dunque la vedo al top per quanto riguarda l’internazionalità e il mondo del lavoro, ma bisogna ancora limare qualcosa nell’aspetto organizzativo generale. Attenzione, la Bocconi non è disorganizzata, sicuramente siamo un’organizzazione superiore a tante altre realtà, ma ciò non toglie che si debba puntare quasi tutto sulle questioni quotidiane, perché poi diventa più facile sull’altro fronte. Su questo aspetto, tra l’altro, bisogna ringraziare i rappresentanti di classe.

CARMINE BUONANNO – ACT: Riguardo all’organizzazione, un punto mancante è proprio che quando ci sono dei cambiamenti o modifiche anche importanti che riguardano per esempio calendario, spostamenti esami, modifiche varie, non c’è una regolamentazione anticipata. Non si prevede cioè già dal momento in cui si fa la modifica che cosa succederà. Faccio un esempio: aspetti riguardanti studenti di classe zero, exchange, etc.. siamo sempre noi a dover andare ad incentivare i docenti a regolamentare anche questi aspetti, mentre da un’università come la Bocconi ci si aspetta che vada a regolarli già da sé. Questi sono gli aspetti che riguardano di più e da subito lo studente. Passando sul piano generale invece, una cosa che manca a giurisprudenza in Bocconi rispetto ad università presenti nei ranking, è un approccio più pratico. Nonostante si sia più avanti rispetto ad altre università, talvolta rimane ancora un apprendimento un po’ sterile. Una maggiore praticità consentirebbe di dare quel “plus” ad una università che ha come riferimento i ranking internazionali. Evidentemente bisogna tenere conto dei limiti del sistema di civil law, dove c’è più teoria rispetto a quelli di common law, ma rimane comunque un fortissimo margine di miglioramento.

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