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Viva i liberali: i risultati del sondaggio di settembre

di Marco Visentin

Dopo la rilevazione di maggio, il mese scorso siamo tornati a interrogare i bocconiani riguardo al loro orientamento politico. Nel frattempo, il quadro politico italiano è cambiato moltissimo: sono i primi di agosto quando Matteo Salvini, leader di una Lega vincitrice alle elezioni europee e data al massimo storico nei sondaggi, decide di staccare la spina al governo gialloverde – di cui è vicepremier – invocando i “pieni poteri”. Con tanto di spiacevoli scene al Papeete…

Nel caos che segue si insinua con successo un uomo che molti davano per politicamente morto: Matteo Renzi, che preme per impedire il ritorno alle urne, trovando l’altrettanto insospettabile sponda di Beppe Grillo. Vede così la luce il governo giallorosso, nonostante la riluttanza di Di Maio e, almeno inizialmente, di Zingaretti.

Non fa in tempo a emettere i primi vagiti, che già Renzi attua la “fase due” del suo piano – a quanto pare, elaborata già agli inizi della crisi di governo: dall’ennesima scissione del Partito Democratico nasce Italia Viva, partito interamente renziano.

Prima ancora di Italia Viva ha visto la luce Siamo Europei, la creatura di Carlo Calenda che pare destinata a congiungersi a +Europa. Nel centrodestra, invece, Giovanni Toti lascia Forza Italia per fondare Cambiamo!.

Lo scenario tradizionale

Per prima cosa, abbiamo presentato ai nostri compagni di università lo scenario precedente le scissioni, riassunto nella tabella seguente.

PartitoConsensiVariazione
Partito Democratico 45,38%4,37%
+Europa 23,08%-3,19%
Verdi 10,00%7,70%
Forza Italia 5,38%-2,45%
Lega 5,38%-6,60%
Fratelli d’Italia 4,62%0,93%
Sinistra (MDP-Articolo 1, Sinistra Italiana…)3,85%-1,22%
Movimento 5 Stelle 2,31%0,46%
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Il campione, 130 persone, è volontario – e sappiamo che statisticamente ha ben poco valore; tecnicamente, infatti, questo non è un sondaggio, ma un questionario. Bene: lettori avvertiti… (Sia chiaro, per i pezzi grossi dell’università che magari ci stanno leggendo: se voleste aiutarci con il sampling, non ci dispiacerebbe affatto.)

Rispetto ai risultati delle Europee, si nota una serie di aggiustamenti: il PD, già primo partito, guadagna più di 4 punti: un dato compatibile con il grande sostegno dato dagli intervistati alla nascita del governo Conte II. Invariato il Movimento 5 Stelle – che qui, peraltro, gode di scarso successo –, in lieve calo la sinistra. In crescita i Verdi, sull’onda del risultato ottenuto in altri Paesi europei alle elezioni di maggio.

La nascita del nuovo governo

In forte calo, invece, la Lega, vittima dell’autosabotaggio di Salvini, che ora è alla pari con Forza Italia. La percezione diffusa, infatti, è che aprire la crisi di governo sia stato un errore (70,8%) e che la richiesta di “pieni poteri” sia stata un atto antidemocratico (50,8%).

In generale, il governo Conte gode di consensi mediamente buoni: su una scala da uno a cinque, soltanto il 27% degli intervistati ha indicato i due valori più bassi, con la media che si attesta a 2,69.

Apprezzamento del governo

Dopo le scissioni

Come cambia la situazione se consideriamo anche le formazioni politiche nate dalle recenti scissioni?

PartitoConsensiVariazione
Siamo Europei (Carlo Calenda)24,62%  
Partito Democratico24,62%-20,76%
Italia Viva (Matteo Renzi)16,92%  
+Europa10,00%-13,08%
Verdi7,69%-2,31%
Lega4,62%-0,76%
Fratelli d’Italia3,85%-0,77%
Movimento 5 Stelle2,31%
Sinistra (MDP-Articolo 1, Sinistra Italiana…)2,31%-1,54%
Cambiamo! (Giovanni Toti)1,54%  
Forza Italia1,54%-3,84%
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In questo caso, il primo posto va a Siamo Europei di Carlo Calenda, a pari merito con il Partito Democratico: entrambi circa al 25%, seguiti da Italia Viva di Matteo Renzi al 17%. Ultimo partito con consensi a doppia cifra è +Europa, al 10%.

In generale, tutte le forze politiche “tradizionali” situate tra centrosinistra e centrodestra escono penalizzate dalla nascita di questi nuovi soggetti politici, che paiono più in grado di attirare i consensi degli studenti liberali. Sostanzialmente stabili, invece, le forze situate più agli estremi dello scacchiere politico, come Lega, Fratelli d’Italia e la sinistra.

Guardando alle possibili maggioranze, ne spicca una tutta liberale: Siamo Europei, Italia Viva e +Europa avrebbero insieme il 51,54% dei consensi. Con il sostegno del Partito Democratico supererebbe i due terzi dei suffragi.

Da dove vengono i voti ai nuovi partiti?

Siamo Europei deve il 47% dei suoi sostenitori a ex elettori del Partito Democratico, mentre per Italia Viva la percentuale sale al 66%. Entrambi, poi, pescano da +Europa, da cui provengono il 23% dei consensi al partito di Renzi e il 34% di quelli alla creatura di Calenda.

Infine, Italia Viva è sostenuta da delusi di Forza Italia, mentre Siamo Europei attrae ex elettori di Verdi, Fratelli d’Italia (sic!) e, in minima misura, della sinistra.

I consensi ai leader

Al fine di stimare il bacino potenziale dei nuovi partiti, abbiamo considerato anche il gradimento ai leader, che appare più o meno in linea con i dati sul voto: dominano la classifica Paolo Gentiloni (59%), Carlo Calenda (55%), Emma Bonino (46%) e Matteo Renzi (33%). In particolare, i buoni risultati di Renzi e Calenda sono dovuti a una platea generalmente sovrapponibile, legata ai loro neonati partiti e al PD.

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Il quinto posto va a Zingaretti. Il Presidente Conte, che a livello nazionale gode di alti consensi, si ferma qui al 20%; nel centrodestra, Meloni sopra a Berlusconi, che a sua volta supera Salvini: tre risultati, comunque, piuttosto vicini. Ultimi i pentastellati.

Come i lettori hanno potuto osservare, il quadro è in evoluzione: torneremo a interrogare i nostri compagni bocconiani per vedere come le prossime scadenze (su tutte, la Leopolda 9 e l’incontro Siamo Europei–+Europa a Napoli) modificheranno la situazione. Stay tuned!


L’immagine di copertina è realizzata da Pixel perfect per www.flaticon.com.

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