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CuraAlitalia: accanimento terapeutico?

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Il Decreto-Legge 17 marzo 2020, n.18, ribattezzato “Cura Italia”, contiene le prime misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese colpiti dall’epidemia di coronavirus che sta mettendo in ginocchio il nostro paese. Nel DL, oltre a finanziamenti aggiuntivi per la sanità e aiuti economici ad alcune delle categorie più colpite dalla situazione, trova spazio un articolo (l’articolo 79, per la precisione) con cui si autorizza la costituzione di una nuova società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per controllare Alitalia, istituendo contestualmente un fondo da 500 milioni di euro per l’anno 2020. Questa manovra marcherebbe un’inversione di rotta parziale rispetto a quanto attuato negli ultimi anni e anche rispetto a quanto prospettava pochi mesi fa il governo, quando ne escludeva una ri-nazionalizzazione.

La motivazione alla base della decisione del governo sarebbe la necessità di permettere il rimpatrio dei connazionali ancora all’estero e garantire collegamenti interni e nazionali, specialmente in un momento di crisi profonda per il settore del trasporto aereo, che nelle ultime settimane ha fatto registrare una diminuzione del 90% dei passeggeri.

Adottando una prospettiva un po’ più ampia, emerge però come questa nazionalizzazione sia un’iniezione di liquidità fatta per tenere in piedi un’azienda che non sarebbe altrimenti in grado di operare autonomamente: i bilanci di Alitalia, commissariata dal 2017, sono infatti disastrosi, con perdite stimate nell’ordine dei 600 milioni per il 2019. I problemi di Alitalia vengono da lontano e tra aumenti di capitale e contributi da parte dallo Stato, si stima che solamente nel periodo che va dal 2008 a oggi siano stati spesi quasi 10 miliardi di euro per la sopravvivenza della compagnia di bandiera.

In un momento di grave crisi, anche economica, un supporto per il settore aereo messo in ginocchio dal virus, è certamente auspicabile. Risulta però difficilmente comprensibile un aiuto indirizzato solamente a una compagnia, specialmente se nelle condizioni di Alitalia. Questa nazionalizzazione risulta ulteriormente difficile da giustificare visto il costo per le casse pubbliche, specialmente in un momento in cui mezzo miliardo di euro potrebbe essere utilizzato per misure a supporto delle categorie più colpite dalla crisi o per un servizio sanitario allo stremo.

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