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Art & Entertainment

Musica 8D: da dove viene e perché ci piace tanto?

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Tutti abbiamo ricevuto lunghissime catene di WhatsApp che, stando al loro contenuto, avrebbero potuto condurre alla salvezza dell’umanità intera se condivise con almeno 10 amici. Tutti siamo stati nominati nelle challenge più varie: dal postare nostre foto da piccoli alla condivisione dell’allenamento quotidiano. Tutti abbiamo ricevuto video di ricette per cucinare torte al cioccolato ipocaloriche o pancake giapponesi e tutti siamo stati sommersi di audio allarmisti riguardo le possibili cause della diffusione del Coronavirus. Visti i precedenti, è normale che un messaggio contenente un link con la dicitura: “LISTEN WITH HEADPHONES, 8D AUDIO!”, ci sembri l’ennesima bufala mediatica. Eppure, la musica 8D sembra essere la frontiera di ascolto più innovativa e coinvolgente.

La verità è che questo trend musicale esiste da anni, sfruttato soprattutto sulla scena rap. Non è ancora chiaro perché quella che tutti ritengono una scoperta straordinaria sia arrivata sui nostri smartphone solamente adesso. Probabilmente, il periodo di quarantena che ognuno di noi è costretto a vivere ha contribuito a rendere il fenomeno virale. Altro aspetto fuorviante è il nome: 8D non ha nulla a che vedere con le “dimensioni” del suono, ma è frutto delle avanzatissime tecnologie di postproduzione che permettono di modificare i canali audio tramite i quali viene percepita la musica (tradizionalmente, destra e sinistra). Il suono, infatti, viene “pannato” (dall’inglese to pan: fare una panoramica). Tutto questo contribuisce a farci percepire le canzoni a 360 gradi. L’audio 8D tiene conto del fatto che il nostro cervello interagisce con la musica filtrandola e allo stesso tempo essa viene percepita in maniera diversa dalle nostre orecchie in base alla posizione della fonte sonora.

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L’effetto, sconvolgente ed entusiasmante, è noto a tutti: le canzoni dei nostri artisti preferiti ci fluttuano attorno continuamente, generando un “effetto cerchio” piacevole e trascinante, dovuto alla nostra incapacità di individuarne la provenienza precisa.

Sono stati in molti coloro che hanno bollato il nuovo trend come “nulla di che”, sottolineando che non tutti i generi si prestano a questo tipo di manipolazione e proponendo al pubblico alcuni nomi di software gratuiti o a pagamento per replicare questo tanto amato effetto. La maggior parte degli assidui frequentatori dei social, però, ne è completamente stregata, al punto che il canale YouTube “8D Tunes”, con circa 270 canzoni con tale effetto, oggi conta oltre 6 milioni di iscritti. Sarà il tempo a dire se questa sarà una moda passeggera. Per adesso, essa contribuisce sicuramente a rendere questi giorni di distanziamento sociale più tollerabili.

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I’m an Economics and Management student at Bocconi University, coming from Puglia. I’m interested in all forms of art, cinema, literature and culture.

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